Due giovani maker separati “solo” da 800 Km di distanza hanno costruito insieme (per la RomeCup) un robot. Grazie alla Rete

Gli piace smontare tutto ciò che li circonda per capirne il funzionamento. E non si fermano mai, inventano, modificano e cercano di rendere realtà le loro idee con cacciaviti, parti elettroniche, materiali di ogni genere e stampanti 3D. Di chi stiamo parlando? Di Leonardo Falanga (17 anni) e Valeria Cagnina (15 anni), due giovanissimi maker che adorano passare il tempo a costruire con le proprie mani, soprattutto adorano costruire robot.

Insieme si sono preparati per la RomeCup del 16-17-18 marzo (vi abbiamo parlato qui dell’iniziativa, promossa da Fondazione Mondo Digitale, e giunta alla sua decima edizione). Gli abbiamo chiesto che cosa stanno preparando per questo importante evento della robotica: sentite cosa ci hanno raccontato!

robot

Ci siamo conosciuti alla Maker Faire Rome 2015, dobbiamo ringraziare Riccardo Luna che ci ha invitati insieme ad un panel dal titolo “Teen makers. Storie ed esperienze di giovani makers.” Ci siamo connessi sui social, abbiamo cominciato a scambiarci idee, pareri ed esperienze e abbiamo immediatamente capito che mettendo insieme le nostre conoscenze, ma soprattutto la nostra voglia di fare, scoprire e collaborare potevamo riuscire a realizzare qualcosa di davvero unico. Per questo il 16-17-18 marzo saremo alla RomeCup ed alle Olimpiadi di robotica con il nostro robot realizzato in un modo del tutto diverso dai robot realizzati prima. Sì, avete capito bene, il nostro robot è unico. Ma andiamo con ordine.

Abbiamo realizzato questo robot lavorando insieme su Skype e passando connessi in live interi giorni ed intere notti!

Il robot che abbiamo costruito è stato in gran parte realizzato con la stampante 3D che Leonardo ha assemblato alcuni mesi fa. È il metodo più comodo e veloce per avere in mano esattamente quello che ti serve. La maggior parte dei componenti impiegati sono basati su Open Software e Open Hardware. Abbiamo utilizzato ArduinoUNO, una motor shield per i motori e diversi sensori per la rilevazione di fonti di gas, luce, suono e per evitare gli ostacoli. Ma allora qual è la particolarità di questo robot? Ce ne sono mille fatti così, con le stesse caratteristiche e funzioni, che vengono ogni giorno realizzati dai ragazzi in giro per il mondo. È vero. Ma il nostro è diverso da tutti gli altri perché non vi abbiamo detto un piccolo particolare. Leonardo vive a Nocera Inferiore e Valeria vive ad Alessandria. Sono più di 800 km di distanza! Quindi cosa fare? Semplice. Abbiamo realizzato questo robot lavorando insieme su Skype e passando connessi in live interi giorni ed intere notti!

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Possiamo sembrare pazzi, così ci hanno definiti tutti quelli a cui abbiamo accennato l’idea iniziale nata da qualche scambio online mentre io ero in viaggio tra Usa e Canada e lui a casa sua a Nocera. Ci siamo parlati qualche volta su Skype connessioni in viaggio e fusi orari permettendo e da lì è nata l’idea. Nonostante le previsioni pessimiste di tutti quelli che ci circondavano siamo riusciti a creare questo robot e soprattutto a farlo funzionare al meglio!

Sono queste, secondo noi, le potenzialità della rete a cui pochi pensano. Queste sono le esperienze che bisognerebbe mostrare ai giovani e ai ragazzi nelle scuole. Non solo i corsi e gli incontri della Polizia Postale dove si raccontano sempre i rischi ed i pericoli, arrivando a volte a dire che il web va usato dopo i 18 anni e mai le opportunità. I giovani, mediamente, non hanno la minima idea delle potenzialità del web, bisogna fargliele vedere! Facciamo capire ai ragazzi cosa si può fare con uno strumento come la rete e tanti problemi di cattivo utilizzo del web (che sono principalmente dettati dalla noia) si risolveranno da soli! Oggi un computer ed una connessione a internet permettono davvero di cambiare la propria vita e rendere ogni sogno realtà, basta avere la voglia di impegnarsi, non spaventarsi davanti alla fatica e niente diventa impossibile.

Si può cambiare il mondo!

A noi piacerebbe tanto riuscire a trasmettere questa nostra passione per la robotica al maggior numero di persone possibili: la robotica entrerà in ogni campo e nessuno potrà far finta di niente come accade oggi. Nessuno potrà continuare a ripetere lo stupido mantra che i robot ruberanno il lavoro. Pensiamoci. È sempre accaduto. Quanti posti di lavoro nei campi hanno rubato i trattori con il loro avvento? Ma in Nepal, dove non ci sono trattori, non stanno meglio di noi.
Quello che bisogna capire è che i robot ruberanno sempre e solo i lavori meccanici, quelli faticosi, quelli noiosi,… ci permetteranno di avere più tempo per i lavori creativi, per quelli che dobbiamo inventarci, per le idee nuove. Nessun utilizzo del cervello può essere sostituito da un robot, quella è fantascienza, come dice Metta, il creatore di ICube. Solo i lavori che non hanno bisogno di cervello saranno rubati, a noi scegliere il lavoro del futuro!

A Leonardo piace far brillare gli occhi attraverso l’innovazione e ci riesce davvero!

Nello specifico ci piacerebbe diventare ingegneri robotici, occuparci di intelligenza artificiale e soprattutto unire la robotica ad altri campi, come ad esempio la medicina, per aiutare le persone in difficoltà. Il motto di Valeria è: sono un whynotter, non sono un yesbutter! Quello di Leonardo è: prova, sbaglia, ricomincia! Li applichiamo sempre nei nostri progetti. Un vero maker non si ferma mai! La realizzazione di questo nostro robot è stata un’avventura straordinaria, tra poco debutterà alla RomeCup, ma entrambi abbiamo già un sacco di altre nuove idee per la testa. Adesso basta. Non c’è tempo da perdere, dobbiamo metterci al lavoro per realizzarle!

Di Valeria Cagnina e Leonardo Falanga

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