3D KiBOT

3D KiBOT è una stampante 3D costruita all’interno del FabLab Brescia da parte di due giovani ragazzi, Thomas Piardi e Giorgio Bacchetti. Deriva dal progetto RepRap ed è l’evoluzione della prusa I3 con diverse migliorie, dalla meccanica all’estetica. Ad esempio sono stati apportati piccoli ma essenziali accorgimenti per il sistema di movimentazione dell’asse Z. Il punto di forza è la struttura in legno compensato (innovativo in questo campo) al posto del classico MDF. Questa scelta è stata valutata grazie al confronto costante con un artigiano del settore, il quale ha consigliato loro di optare per i migliori materiali aventi eccellenti caratteristiche chimiche, fisiche e meccaniche rispetto ai soliti commercializzati.

 

3dKiBOT

 

La struttura viene ritagliata con un pantografo CNC al posto del taglio laser evitando inestetiche bruciature lungo i bordi, inoltre può essere customizzata a seconda dei gusti del cliente. Ad esempio variando il legno utilizzato, la colorazione e finitura superficiale è possibile mettere in evidenza le sue venature con un notevole miglioramento estetico. Si tratta di un progetto completamente Open Source e, data la flessibilità della sua customizzazione, il prezzo varia a seconda delle caratteristiche richieste dal cliente.

Il rapporto con il FabLab Brescia

Giorgio: «La collaborazione con il FabLab Brescia ci ha permesso di confrontarci con persone che condividevano la nostra passione. La partecipazione ad eventi e workshop ci ha permesso di acquisire nuove competenze in ambiti a noi sconosciuti, che ha portato sicuramente ad una ricaduta positiva sulle nostre conoscenze».

Thomas: «Abbiamo incontrato persone le quali hanno creduto al nostro progetto e ci hanno permesso di fare esperienze in contesti diversi da quelli frequentati da normali studenti come ad esempio presenziare workshop, fiere ed eventi. Una recente collaborazione con la Federazione Nazionale Collegio Infermieri IPASVI, presso il dipartimento di Ingegneria di Brescia, dove si parlava di contaminazione tra mondo makers e professioni infermieristiche. Grazie al FabLab siamo stati presenti anche al Model Expo Verona, la più grande fiera di modellismo italiana».

L’idea

«L’idea di autocostruirci una stampante 3d nasce a ottobre 2013 visitando con la nostra scuola la fiera Mecha­Tronika a Milano. Tra i vari stand e padiglioni quello di Sharebot ci colpì più degli altri. Ci siamo appassionati fin da subito e parlandone a scuola abbiamo scoperto che il nostro docente Fabio Caruccio era appassionato alla stampa 3D e al mondo dei makers. Grazie al suo supporto siamo entrati in questo fantastico mondo scoprendo che, una stampante di quel livello, si poteva benissimo costruire avendo le giuste capacità e conoscenze: da lì è nato il nostro progetto KiBot. Abbiamo intuito in quel momento di poter costruire la nostra e personale stampante 3D. Grazie alle varie competenze acquisite a scuola, miscelate e indirizzate alla realizzazione di un progetto reale, con una filosofia learning by doing, una stampante 3d era la macchina ideale che riassumeva abilità legate all’informatica, meccanica ed elettronica. Durante la costruzione siamo stati costretti ad utilizzare la lingua inglese dal momento che non erano presenti molti articoli e forum come oggi riguardanti la stampa 3d e la sua auto-costruzione; questo ci ha permesso una contaminazione della lingua universale, molto importante oggigiorno».