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Il primo anno di Make in Italy

È passato un anno da quando Carlo de Benedetti, Riccardo Luna e Massimo Banzi annunciavano al pubblico la nascita della fondazione dei makers. Un anno in cui il mondo dei makers italiani e internazionali è cambiato tantissimo, crescendo e conquistando il grande pubblico. Solo in Italia sono nate decine di nuovi laboratori, migliaia di persone si sono aggiunte alla comunità dei makers e le istituzioni stanno facendo piani di investimento nel campo della fabbricazione digitale.

Make in Italy, fondazione senza scopo di lucro, ha messo in campo tante iniziative per aiutare questo mondo a svilupparsi. Tutto comincia con la mappa/wiki presente in questo sito, che è il più completo database dei FabLab e dei makerspace italiani, georeferenziati e disponibili in open data. Per ciascuno di questi è iniziato un lavoro giornalistico di racconto e valorizzazione delle storie locali, affiancato da notizie e reportage quotidiani per un totale di oltre 150 articoli che raccontano i maker italiani.
Nel frattempo abbiamo cominciato a ricevere decine e decine di richieste di informazioni da parte di persone ed enti che stanno lavorando all’apertura di nuovi FabLab: abbiamo fornito informazioni e suggerimenti, e attivato contatti con le comunità locali. Un lavoro dietro le quinte, con contatti diretti, forse non molto comunicato al pubblico ma che ha permesso a tanti progetti di partire. I materiali prodotti sono diventati risorse pubblicate in questo sito web e si sono tradotte nel workshop “FabLab – Istruzioni per l’uso” tenutosi a Torino con un seguitissimo liveblogging. Abbiamo dato ascolto a tanti soggetti, istituzionali e aziendali, che ci hanno proposto idee e partnership, risposto a interviste, presentato la comunità dei FabLab italiani ad eventi in Italia e all’estero. Insieme ad Italia Lavoro, grazie ad un protocollo di intesa, abbiamo supportato iniziative di comunicazione in diverse regioni di Italia ed avviato un percorso di integrazione normativa che porterà all’estensione di Garanzia Giovani ed altri fondi verso il mondo dei FabLab.

Nel corso del 2014 abbiamo avviato due progetti di ricerca per capire più da vicino il mondo dei FabLab e dei makers italiani. Il Censimento dei Laboratori di Fabbricazione Digitale in Italia 2014 che abbiamo recentemente pubblicato costituisce il primo studio analitico in materia e dice molte cose su condizioni locali, risorse, organizzazione dei laboratori. La Makers’ Inquiry invece, di prossima pubblicazione, indaga le condizioni socioeconomiche dei makers e fotografa l’investimento di tempo, energie e risorse che tante persone stanno facendo nel settore della fabbricazione digitale.

Alla MakerFaire Rome 2014 abbiamo partecipato con una grande mostra intitolata “Make in Italy – 50 anni di innovazione in Italia” collocata proprio nel foyer centrale. Esponendo le pietre miliari della tecnologia italiana abbiamo ripercorso quei momenti della storia recente in cui l’Italia ha giocato un ruolo da protagonista sullo scenario mondiale. La mostra Make in Italy girerà l’Italia (e non solo!) nel corso del 2015; presto annunceremo dove e quando. In occasione della MakerFaire abbiamo anche organizzato la prima riunione di tutti i FabLab italiani.

E poi c’è stata l’iniziativa sui concorsi a premio, problema normativo che abbiamo sollevato e su cui abbiamo ottenuto l’intervento del Governo con una apposita circolare. E infine la pubblicazione sull’Ingegno Italiano in occasione dei 50 anni della Programma 101 in collaborazione con l’ICTP di Trieste.

Al termine di questo primo anno ci sentiamo di dire che c’è ancora tanto da fare e che per continuare ad essere utile la Fondazione avrà bisogno dell’aiuto di tutti, sperando che si riesca sempre di più a costruire una rete nazionale e ad irrobustire quanto fatto finora anche grazie a progetti a lungo termine (alcuni sono già in cantiere) che portino tutti a fare un salto di qualità e affrontare, finalmente, le sfide che da maker ci siamo posti.

Massimo Menichinelli (@openp2pdesign)
Alessandro Ranellucci (@alranel)

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