Makers

_ Il Movimento Maker

Il movimento dei maker unisce persone di diversa formazione che condividono l’interesse verso l’apprendimento di capacità tecniche e la loro applicazione creativa al fine di fabbricare oggetti o inventare soluzioni innovative. Si tratta di un fenomeno culturale diffusosi nell’ultimo decennio per una naturale evoluzione del fai-da-te verso una dimensione sociale facilitata dalla rete Internet, in cui la sperimentazione la risoluzione di problemi non sono più un fatto personale ma si inseriscono in una o più comunità conoscendo la dimensione della collaborazione. A questo va aggiunta la spontanea e simultanea diffusione di progetti e tecnologie come Arduino, la stampa 3D, i FabLab, l’open hardware che sono fioriti proprio nell’ultimo decennio quale frutto di comunità e ricerche indipendenti ma sorprendentemente complementari.

Cory Doctorow, scrittore, fu il primo a dare una definizione nel suo romanzo intitolato proprio Makers:

Makers are people who hack hardware, business-models, and living arrangements to discover ways of staying alive and happy even when the economy is falling down the toilet.

C. Doctorow

Chris Anderson, invece, ex direttore di Wired, pone l'accento sulla condivisione dei saperi tecnologici:

The maker movement is when the web generation meets the real world.

C. Anderson

Dale Dougherty, direttore della rivista MAKE, pilastro del movimento, sintetizza così l'atteggiamento attivo e creativo dei makers:

Makers want to hack this world the same way we used to hack computers.

D. Dougherty

_ La Situazione Italiana

L’arrivo del movimento makers in Italia avviene attraverso due tappe fondamentali:

_Nel 2011 a Torino, presso la mostra Stazione futuro curata da Riccardo Luna in occasione dei 150° dell'unità d'Italia, viene allestito un FabLab temporaneo: è il primo laboratorio italiano, che prende il nome di FabLab Italia.

_Nel 2012 a Roma, si svolge il WorldWideRome, un evento intitolato Makers! che porta sul palcoscenico di fronte a migliaia di persone e in diretta streaming le storie di chi in Italia muove i suoi passi in questo terreno ancora sconosciuto al grande pubblico; tra gli ospiti proprio Dale Daugherty e Chris Anderson.

 

Il WorldWideRome segnò il momento della consapevolezza e tracciò una direzione. Nacquero i primi FabLab in Italia e le prime imprese legate alla digital fabrication, i media cominciarono a trattare questi temi.

_Nel 2013 si tenne a Roma un importante evento con ospite proprio Neil Gershenfeld, professore del MIT e inventore dei FabLab, e infine nel 2013 si tenne la prima edizione della MakerFaire Rome con l'inaspettato successo di 35mila visitatori.

_Il resto è storia. La MakerFaire Rome del 2014 viene visitata da 90mila persone, quando i FabLab in Italia sono oltre 50, e molti altri sono in corso di pianificazione.



FABLAB

_ What is Fablab

Un FabLab è un laboratorio aperto al pubblico equipaggiato con macchine per la fabbricazione digitale. È un luogo dove individui e imprese hanno accesso ad attrezzature, processi e persone in grado di trasformare idee in prototipi e prodotti.

L’idea di FabLab nasce nel 2001 al MIT, dove il prof. Neil Gershenfeld ottiene un finanziamento per aprire il Center for Bits and Atoms. Il nome del laboratorio indica la visione di Gershenfeld: un luogo dove gli oggetti fisici nascono a partire dalle loro rappresentazioni digitali grazie a macchine in grado di trasformare la materia. La rete internazionale dei FabLab si fonda infatti su un insieme di macchine definito e condiviso, che permette di inviare oggetti digitali via Internet in modo da poterli fabbricare e materializzare fedelmente anche dall’altra parte del mondo.

Si può pensare ad un FabLab come ad una biblioteca, dunque un elemento fondamentale per la condivisione della conoscenza, dove al posto dei libri si possono prendere in prestito macchinari solitamente inaccessibili. Un FabLab è un luogo di incontro tra persone con formazioni eterogenee, che risultano straordinariamente complementari per concepire progetti innovativi: artigiani tradizionali, esperti di elettronica, grafici, informatici. Un FabLab è anche e soprattutto un luogo di formazione tecnica che si fonda sull’assunto “se faccio imparo”, del tutto complementare alla formazione strutturata di derivazione universitaria.

Per capire meglio, consigliamo di visitare il FabLab più vicino a voi.

 

_ Le 4 condizioni per essere un Fablab

Nel corso degli anni, prima il Center for Bits and Atoms, poi la Fab Foundation e poi anche la comunità dei FabLab, hanno lavorato alle caratteristiche che definiscono un FabLab. Sono quindi 4 le condizioni da rispettare affinché il proprio laboratorio possa essere chiamato FabLab a tutti gli effetti:

 

_Ci sono diversi modelli di business, ma l’accesso deve essere pubblico.

_Il laboratorio deve sottoscrivere e mostrare la FAB CHARTER, il manifesto dei Fablab, all’interno del proprio spazio.

_Il laboratorio deve avere un insieme di strumenti e processi condivisi con tutta la rete dei Fablab.

_Il laboratorio deve essere attivo e partecipe della rete globale dei Fablab, non può isolarsi.

_ How to Build a Fablab

Ogni FabLab ha una storia diversa, così come diverse sono spesso le motivazioni, gli obiettivi e le risorse che ne determinano la nascita. Vi sono ad esempio FabLab nati per iniziativa di enti pubblici o privati, quindi potremmo dire “dall’alto”, mentre vi sono tanti laboratori di dimensioni inferiori che nascono “dal basso”, ovvero si formano grazie alla volontà e alle energie di gruppi di individui. E, ovviamente, tanti casi intermedi.

_Spazio aperto al pubblico dove condividere macchinari comuni a tutti i Fablab.

Il primo passo per l’apertura di un FabLab è quello di capire quali risorse avete a disposizione e quali offre il vostro territorio.

 

_PER RISORSE INTENDIAMO:

 

  • un gruppo di persone che costituirà il nocciolo del FabLab e gestirà almeno la fase di avviamento;
  • una sede;
  • risorse economiche;
  • eventuali macchinari artigianali da riutilizzare;
  • imprese artigiane con cui stabilire accordi di collaborazione o anche ospitalità;
  • enti pubblici locali (bandi di finanziamento, ospitalità gratuita, accordi per eventi e formazione).

_ Consigli

Il primo consiglio è quello di entrare in contatto con altri laboratori, sia italiani sia stranieri, e di trascorrere del tempo presso di essi per vedere come funzionano nell’operatività quotidiana. Questo approccio diretto vi permette anche di chiarirvi le idee confrontando i vostri obiettivi e le vostre aspettative con una realtà esistente: potreste ad esempio aver frainteso le opportunità e gli oneri derivanti dall’apertura di un FabLab.

La Fondazione Make in Italy offre un servizio di supporto e consulenza iniziale ed organizza incontri e workshop periodici. Inoltre cerca di mettere in contatto persone ed enti interessati alla nascita di laboratori nel medesimo territorio, per fare massa critica. Il consiglio è quindi quello di contattarci.


MAPPA

Entra in contatto con i FabLab e i makerspace della tua città per conoscerne le attività, i servizi e la comunità.


PROGETTI E PERSONE

3D ArcheoLab

2014

Giulio Bigliardi, Sofia Menconero
3D Food Printing

2015

WASProject Team

3D KiBOT

2014

Giorgio Bacchetti, Thomas Piardi

3D Racers

2015

3D Racers Team
3dprn-Lab X2 Mill

2015

3dprn
A.A. aVOIding Drone

2015

Daniele Ingrassia
A.R.G.O.

2015

Stefano Graziosi, Andrea Ripi
Accelerometro

Agrodon

2014

Italdron

AirQuino

2015

CNR IBIMET
LOAD MORE