L'interno della Programma 101 riparata allo SciFabLab

Rimettere in funzione una Programma 101, 50 anni dopo. Come? Stampando in 3D le sue parti di ricambio

L’anno prossimo ricorreranno 50 anni da quando la Olivetti presentò al pubblico la Programma 101. Stiamo parlando non solo di un grande prodotto dell’ingegneria italiana, ma del primo personal computer al mondo. La Programma 101 era infatti la prima calcolatrice programmabile, interamente elettronica, un concentrato di soluzioni tecniche innovative per un prodotto così inedito che la stessa azienda temeva potesse riscuotere un limitato successo. E invece ne furono venduti 44mila esemplari e la Programma 101 entrò nella storia.

Programma 101

La mostra “Make in Italy – 50 anni di innovazione” realizzata dalla nostra Fondazione in occasione della MakerFaire Rome 2014, e che verrà riproposta in altre location nei prossimi mesi, parte proprio dalla Programma 101. Collegata ad un Arduino.

Lo scorso 24 ottobre l’ICTP di Trieste ha dedicato una giornata a questo argomento, ospitando nel proprio SciFabLab i due progettisti della macchina che affiancarono il mitico ing. Perotto, ovvero Giovanni De Sandre e Gastone Garziera. È stato molto interessante ascoltare il racconto di cosa voleva dire credere in un progetto così ambizioso in un contesto così scettico, ma al tempo stesso avere a disposizione il meglio della ricerca all’interno della stessa azienda: chi sviluppava memorie di massa, chi progettava la stampante a rullo («un gioiellino meccanico», parola di Gastone Garziera), chi assemblava i moduli transistor, chi provava nuovi meccanismi di sincronizzazione, e giustamente anche chi discuteva animatamente sulla posizione dei tasti. Garziera entrò in azienda lasciandosi alle spalle una vita povera di campagna: la Olivetti era il coronamento di un sogno. Aveva 19 anni. Appena assunto gli chiesero: «vuoi lavorare sui prodotti tradizionali o vuoi lavorare a qualcosa di completamente nuovo?». Fu così affiancato a De Sandre, che di anni ne aveva 29, e all’ing. Perotto, loro capo, che ne aveva ben 32. Nacque così la P101.

La giornata triestina, ideata da Enrique Canessa, direttore dello Science Dissemination Unit dell’ICTP, intendeva celebrare l’inventiva tecnologica italiana con una conferenza pubblica moderata dal direttore del “Piccolo” di Trieste, mettendo a confronto la storia dell’ingegneria elettronica italiana con il movimento dei makers e dei FabLab. Torneremo presto a parlare delle attività dello SciFabLab.

Gastone Garziera e Giovanni De Sandre

Ma più di mille parole poté il FabLab: da veri maker, Garziera e De Sandre si sono rimboccati le maniche in quel pomeriggio per rimettere in funzione una Programma 101 recuperata in un magazzino universitario. Circondati da noi curiosi, hanno smontato la macchina e hanno cominciato a controllarne lo stato di conservazione. Come prevedevano, a distanza di 50 anni le cinghie si erano sbriciolate. Cinghie circolari con passi e lunghezze difficili da trovare in commercio. «Si possono comprare in America, ma forse ne ho ancora qualcuna a casa» dice Garziera. Anche perché devono essere precise, servono a sincronizzare gli impulsi tra i vari componenti della macchina. Riparazione fallita?
Macché. Noi sorridiamo. Siamo o non siamo in un FabLab? Stampiamole! Di fronte allo sguardo incuriosito dei due ospiti Carlo Fonda, coordinatore dello SciFabLab, apre OpenSCAD e inizia a modellare la cinghia mentre noi prendiamo le misure sulla macchina. Procediamo poi alla stampa in nylon usando Slic3r e una Printrbot.

Il risultato lo vedete nel video: un bel passaggio di testimone tra tecnologie e soprattutto tra generazioni di inventori.

@alranel

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